Mar 2, 2025 | Articoli

Zelensky si arrende alla “pace delle risorse” imposta dagli Usa

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Il presidente ucraino Zelensky - Ansa

Nello Scavo, inviato a Kiev – mercoledì 26 febbraio 2025

Alla Casa Bianca venerdì l’incontro con Trump e la firma dell’accordo su terre rare e metalli. «Gli chiederò se gli aiuti finiranno». Il ministro degli esteri russo Lavrov chiude alle truppe europee

In meno di una settimana l’Ucraina è passata da “Paese debitore” a “Paese partner” degli Stati Uniti. È la proposta di “pax mineralis” sulle terre rare. Molto di più di un contratto per i proventi di miniere e giacimenti di idrocarburi. La leadership ucraina, inizialmente recalcitrante, ha annunciato la firma del “contratto”, dopo avere riscritto le condizioni iniziali e offerto a Trump un’opportunità: fare cassa e riscrivere le regole delle relazioni internazionali secondo The Donald. Mosca teme una trappola e alza un altro muro. “No” all’invio di truppe europee di peacekeeping sul territorio ucraino. Trump aveva sostenuto che la guerra «potrebbe finire entro poche settimane», aggiungendo che lui e Putin sostengono la possibilità di una presenza di truppe europee sul campo. «Putin lo accetterà», aveva detto il presidente Usa: «ho fatto espressamente questa domanda. Non ha alcun problema», aveva aggiunto. Ma il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, ha smentito rimandando alle parole del ministro degli Esteri Lavrov secondo cui l’incio di forze di pace europee è «inaccettabile».

Se questo peserà sulla firma dell’intesa Washington-Kiev si scoprirà entro venerdì, quando Zelensky raggiungerà la Casa Bianca. A Trump chiederà di sciogliere il nodo sulle garanzie di sicurezza all’Ucraina e la conferma degli “aiuti” militari. Nella prima versione dell’intesa proposta dall’entourage di Trump, Kiev avrebbe dovuto consegnare agli Usa oltre 350 miliardi di euro provenienti dagli introiti dei “minerali critici”, in forma di restituzione del «debito» contratto dal momento in cui gli Stati Uniti hanno deciso di sostenere la difesa dell’Ucraina. Allo stato dell’attuale valore delle esportazioni ucraine nel settore dei minerali, sarebbero stati necessari tra i 3 e i 5 secoli e Kiev avrebbe dovuto destinare anche il suo 50% a ripianare il debito. Arrivando a Washington per firmare il “preliminare di vendita” a cui seguirà poi il vero “mutuo” acceso da Kiev, Zelensky ha ottenuto la sottoscrizione di alcuni principi chiave. Primo: «Il popolo americano desidera investire insieme all’Ucraina in un’Ucraina libera, sovrana e sicura». Secondo: «Stati Uniti d’America e Ucraina desiderano una pace duratura in Ucraina e una partnership duratura tra i loro due popoli e governi». Seguono le altre due pre-condizioni: «Stati Uniti d’America e Ucraina riconoscono il contributo che l’Ucraina ha apportato al rafforzamento della pace e della sicurezza internazionale abbandonando volontariamente il terzo più grande arsenale di armi nucleari al mondo», perciò «desiderano garantire che gli Stati e le altre persone che hanno agito negativamente nei confronti dell’Ucraina». Saranno poi i contabili a stabilire come queste parole si trasformeranno in dollari e in quali tasche effettivamente andranno. Nell’accordo è stabilita la spartizione al 50% degli introiti dallo sfruttamento del sottosuolo. Ma poiché Kiev concede agli Usa (chiudendo le porte ad altri pretendenti) la ricerca pressoché in esclusiva di altre fonti minerarie ed energetiche, è assai probabile che a Washington incasseranno più di quanto si potesse inizialmente prevedere. 

Con il risultato che l’Ue, se vorrà sedere al tavolo della grande abbuffata mineraria, dovrà vedersela con The Donald. Gli Usa, in cambio, manterranno «un impegno finanziario a lungo termine per lo sviluppo di un’Ucraina stabile ed economicamente prospera». In apparenza vincono tutti, ma in previsione di una revisione dei confini ucraini a beneficio di Mosca, è Trump a tentare di fare bingo, lavorando perché gli Usa possano cooperare anche con Mosca nell’uso delle miniere nei territori occupati.


Fonte: Avvenire.it – “Il conflitto. Zelensky si arrende alla “pace delle risorse” imposta dagli Usa” – Nello Scavo, inviato a Kiev – mercoledì 26 febbraio 2025

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